"Mi sento in vena"

"Mi sento in vena"

La bella stagione è un momento atteso con impazienza da tanti; certo non da chi soffre di cattiva circolazione venosa alle gambe.
Il clima caldo, infatti, acutizza ulteriormente questo problema che si manifesta con una fastidiosa sensazione di pesantezza agli arti inferiori, gonfiore alle caviglie e ai piedi e uno sgradevole senso di affaticamento, specialmente a fine giornata.
Quando poi ci sono anche alterazioni della struttura dei vasi venosi (come, per esempio, varici tortuose e capillari evidenti) i disturbi diventano ancora più fastidiosi.

La fitoterapia può offrire diverse valide opportunità, sia come preparati da assumere per bocca sia in forma di creme e gel da applicare localmente.

Il sollievo è evidente, ma occorre affiancare altro a questa pur eccellente terapia. Sono infatti necessari una buona alimentazione e una regolare attività fisica (indispensabile anche per il particolare assetto fisiologico della circolazione venosa della gambe).

Il sangue arterioso, ricco di ossigeno, arriva con facilità fino ai piedi, spinto dalla forza del cuore e attirato in basso da quella di gravità. Il problema, casomai, è il percorso inverso, lungo il sistema venoso.
Come si fa a vincere la forza di gravità non avendo alle spalle la pompa cardiaca?
In realtà, un “cuore periferico” esiste.
Nella pianta del piede è alloggiata una speciale struttura muscolare e venosa simile a una spugna che, spremuta a ogni passo durante la deambulazione spinge il sangue verso l'alto. All'interno delle vene sono collocate delle valvole che permettono il passaggio del sangue in un'unica direzione, verso il cuore. In questo modo, ogni volta che camminando il peso del corpo spreme la spugna venosa, il sangue è spinto attraverso le valvole e si sposta così progressivamente verso l'alto aiutato anche dalla contrazione dei muscoli dei polpacci che spremono le vene, che indirizzano il sangue sempre verso il cuore.
È quindi facilmente comprensibile come il camminare (nuotare, pedalare) renda efficace il cuore periferico. 

Un aumento di pressione anomalo all'interno dell'addome che si può verificare per esempio in caso di colite, gonfiori e stipsi, rende meno efficiente questo delicato meccanismo circolatorio.
Numerose evidenze cliniche dimostrano che la malattia varicosa colpisce soprattutto chi lavora da fermo e in piedi. Da questo punto di vista, è evidente che non sono solo a rischio i cuochi, le stiratrici, gli operai che lavorano in ambienti molto caldi, le commesse, le parrucchiere e le casalinghe, ma anche figure professionali come infermieri, chirurghi e farmacisti.
Utile allora fare una passeggiata giornaliera di almeno 30 minuti, meglio un'ora, ma vanno bene anche la cyclette o il nuoto. Meglio non rimanere a lungo fermi in piedi o seduti. 

L'aumento della pressione dell'addome, necessaria per poter espellere feci molto compatte e poco voluminose, ostacola non poco la risalita del sangue venoso verso il cuore. Anche la presenza eccessiva di gas nell'intestino contribuisce a rallentare il corretto flusso venoso.
Per migliorare la situazione si deve adottare una dieta a base di alimenti vegetali, ricca di fibre, che comprenda cereali integrali, legumi, semi oleosi, frutta e verdura almeno in parte cruda, bere molta acqua soprattutto lontano dai pasti.

Il fumo di sigaretta fa aumentare il rischio di malattia venosa e formazione di trombi e flebiti nelle gambe.

Inoltre è meglio evitare calzature con tacchi alti e stivali molto aderenti.

I rimedi fitoterapici

Le piante offrono molte risorse per mitigare i disturbi e i disagi provocati da una cattiva circolazione venosa negli arti inferiori.

Alcuni esempi:

Ippocastano

Ippocastano
Ippocastano (Aesculus Hippocastanum)

È la principale e sicuramente la più nota tra le piante impiegate nella cura delle varici e dell'insufficienza venosa delle gambe. Risulta essere anche un ottimo antinfiammatorio e un venocostrittore. È indicato anche in caso di tromboflebiti e varici evidenti.

DOSE CONSIGLIATA
Tintura madre -
 30 gocce in poca acqua due volte al giorno.
Macerato Glicerico - 50 gocce in poca acqua due volte al giorno.

Centella asiatica
(Hydrocotyle asiatica)

Regola la permeabilità dei capillari e la microcircolazione delle gambe.

DOSE CONSIGLIATA
Tintura madre -
 30 gocce in poca acqua due volte al giorno.

Amamelide

Amamelide
Amamelide (Hamamelis virginiana)

Migliora l'elasticità delle vene rendendole più toniche; previene le emorragie capillari e impedisce l'instaurarsi dei tipici gonfiori delle caviglie.

DOSE CONSIGLIATA
Tintura madre -
 30 gocce, in mezzo bicchiere di acqua due volte al giorno.

Questi e altri principi attivi si trovano anche in pomate e gel che vanno applicati più volte al giorno con un massaggio delicato, necessario per favorire la penetrazione delle componenti attive e per migliorare la circolazione locale.

Decalogo per gambe in forma

  • Evitare la vita sedentaria cercando di camminare con regolarità tutti i giorni
  • Non rimanere in piedi fermi per periodi prolungati
  • Non indossare indumenti e calzature che stringano le gambe
  • Non calzare scarpe con tacchi troppo alti Se necessario indossare calze elastiche
  • Evitare i bagni prolungati in acqua troppo calda
  • Cercare di ridurre l'eventuale sovrappeso Abolire o ridurre al massimo le sigarette, l'alcool, il caffè Risolvere l'eventuale stitichezza
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